Monumento al duca di Wellington

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Monumento al duca di Wellington
Statue of the Duke of Wellington on his horse Copenhagen unveiled in front of the Royal Exchange, in Royal Exchange Square, Glasgow in 1844.jpg
AutoreCarlo Marochetti
Data1844
Materialebronzo
UbicazioneRoyal Exchange square, Glasgow
Coordinate55°51′36.36″N 4°15′07.16″W / 55.8601°N 4.25199°W55.8601; -4.25199

Il monumento al duca di Wellington è una statua equestre dedicata ad Arthur Wellesley, primo duca di Wellington, situata di fronte al Royal Exchange di Glasgow, in Scozia, ora conosciuto come Galleria d'Arte Moderna di Glasgow. La statua è uno dei monumenti più iconici di Glasgow.

Scolpito dall'artista italiano Carlo Marochetti ed eretto nel 1844 grazie ad una sottoscrizione pubblica, il monumento celebra la felice conclusione nel 1815 delle lunghe guerre rivoluzionarie francesi e delle guerre napoleoniche.

È categorizzata come una scultura di categoria A, una categoria di cui fanno parte "edifici di importanza nazionale o internazionale, che sia architettonica o storica, o begli esempi poco alterati di qualche particolare periodo, stile o tipo di edificio".[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del fregio
La statua del duca di Wellington con due coni stradali

La statua del duca di Wellington sul suo cavallo preferito, Copenaghen, è stata scolpita dall'artista italiano Carlo Marochetti ed eretta nel 1844.[2]

Nella metà degli anni 1980 la statua divenne famosa perché sulla testa del cavaliere veniva spesso messo un cono stradale. L'ornamento della statua con un cono è continuato per molti anni: si diceva che l'atto rappresentasse l'umorismo della popolazione locale e si credeva risalisse agli anni 1980, se non prima.[3][4][5][6]

Nel 2005 il consiglio comunale di Glasgow e la polizia di Strathclyde hanno chiesto pubblicamente di non rimettere il cono stradale, citando lievi danni alla statua e il rischio di lesioni durante il tentativo di posizionarlo.[4][5]

Nel 2011 la guida Lonely Planet ha incluso la statua nella sua lista dei "10 monumenti più bizzarri della Terra".[7]

Nel 2013 il consiglio comunale di Glasgow ha presentato piani per un progetto di restauro da 65.000 sterline, che includeva una proposta per raddoppiare l'altezza del piedistallo per sollevare la scultura a più di sei piedi di altezza per "scoraggiare tutti i vandali, tranne quelli più determinati".[8] La proposta includeva una stima secondo cui il costo per ogni rimozione dei coni stradali dalla statua era di 100 sterline e che spesso si era potuti arrivare fino a 10.000 sterline in un anno.[6] Il progetto fu però ritirato dopo un'ampia opposizione pubblica, guidata da una campagna Facebook chiamata "Keep the Cone" (Tenere il cono) che accumulò più di 72.000 "like" in 24 ore, avviata dal musicista scozzese Raymond Hackland e dal fotografo Steven Allan.[9] Un'ulteriore petizione online a difesa del cono raccolse più di 10.000 firme.[10] Poiché il consiglio ha indicato che un'azione contro la pratica poteva ancora essere presa in considerazione,[11] il Collettivo Nazionale ha organizzato una manifestazione in difesa del cono stradale.[12]

Il cono venne sostituito con uno dipinto d'oro durante le Olimpiadi del 2012 per celebrare il contributo della Scozia al record di medaglie d'oro vinte dalla selezione britannica.[13]

Una replica della statua, completa di cono, è apparsa alla cerimonia di apertura dei Giochi del Commonwealth del 2014[13] e un cono d'oro è stato poi nuovamente posizionato sulla statua per celebrare il successo dei giochi.[14]

Nel 2015 il consiglio comunale di Glasgow ha testato un software CCTV ad alta tecnologia del valore di 1,2 milioni di sterline per verificare che fosse in grado di rilevare automaticamente le persone che mettono i coni sulla statua.[15]

Nella "Giornata della Brexit" (31 dicembre 2020) i sostenitori pro-europei hanno posizionato un cono dipinto con la bandiera dell'UE sulla testa della statua.[16]

Nel marzo 2022, a sostegno dell'Ucraina e in segno di protesta contro l'invasione russa della stessa, la statua è stata dotata di un cono con i colori della bandiera ucraina.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A Review of existing information for Scotland's Historic Environment Audit (SHEA), Historic Scotland, 20 dicembre 2016, p. 79, ISBN 9781904966609.
  2. ^ QUEEN STREET DUKE OF WELLINGTON STATUE (LB32823), su portal.historicenvironment.scot, Historic Environment Scotland. URL consultato il 29 settembre 2019.
  3. ^ Hat's not on, says lord provost, in BBC News, 2 agosto 2000. URL consultato il 23 gennaio 2022.
  4. ^ a b Historian unamused by city's joke about the duke, in The Herald, 25 gennaio 2005. URL consultato il 9 febbraio 2022.
  5. ^ a b Stephanie Todd, Council in road cone statue plea, in BBC News, 16 febbraio 2005.
  6. ^ a b Mike Farrell, Glasgow's iconic 'cone head' statue could be raised to stop vandals, in STV News, 11 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  7. ^ Katy McCloskey, Scottish sights among world's best, in The Herald, Glasgow, 29 settembre 2011. URL consultato il 5 dicembre 2018.
  8. ^ John Hall, 'An iconic part of local heritage': Glasgow Council drops £65,000 plans to raise Duke of Wellington statue that regularly has traffic cones placed on its head, in The Independent, 12 novembre 2013. URL consultato il 9 febbraio 2022.
  9. ^ Siobhan McFadyen, Cone Man the Bavarian, su glasgow.stv.tv, STV News, 12 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2013).
  10. ^ Plans to end cone tradition on Glasgow's Wellington statue 'to be withdrawn', su BBC News, 11 novembre 2013. URL consultato l'11 novembre 2013.
  11. ^ Doubt remains over Glasgow Wellington 'cone hat' statue, 12 novembre 2013. URL consultato il 12 novembre 2013.
  12. ^ Glasgow rallies to save Wellington Cone, su thetarge.co.uk, 12 novembre 2013. URL consultato il 12 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2020).
  13. ^ a b Gillian McDonald, Why Glasgow’s Duke of Wellington statue was allowed to keep his cone, in i, 16 marzo 2017. URL consultato il 23 gennaio 2022.
  14. ^ (EN) Glasgow, Scotland, UK. 31st July, 2014., in Alamy. URL consultato il 23 febbraio 2022.
    «In celebration of the success of the Commonwealth Games, the regular and iconic red and white traffic cone on the head of the Duke of Wellington statue (normally put there as a student prank) has been replaced by one painted gold. The statue, with a traffic cone on top, outside the Gallery of Modern Art in Royal Exchange Square has been used as an example of Glaswegian humour and is a continuing interest to tourists and locals alike.»
  15. ^ New city surveillance system sparks call for urgent law change, in The Ferret, 5 novembre 2015. URL consultato il 17 marzo 2016.
  16. ^ (EN) Scottish statue given pro-European makeover for Brexit Day, su The National. URL consultato il 23 febbraio 2022.
  17. ^ Glasgow's Duke of Wellington statue gets new Ukrainian themed traffic cone, in Glasgow Live, 7 marzo 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]